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31.10.02:
Cliccate
QUI
per un'anticipazione dell'intervista a Eddie Vedder che sarà
trasmessa lunedì, martedì e mercoledì prossimi durante il
programma HOBO, in onda dalle 13:35 alle 14 su radio 1.
Al
sito della radio
The
End 107.7 è presente l'elenco di tutte le associazioni che
riceveranno fondi grazie ai ricavati del concerto di beneficenza
dell'8 dicembre a Seattle.
Una
nuova foto dei pearl jam apparsa su un giornale francese [clicca
sull'immagine per vederla ingrandita].

29.10.02:
Il
sito
Kalporz
ha pubblicato una splendida
recensione
di riot act.
Anche
il Corriere della Sera di oggi ha pubblicato un grande articolo
dedicato ai Pearl Jam. Cliccate
QUI
per lo scan del quotidiano. L'articolo è presente anche sul sito
del corriere, diviso in 3 parti:
parte
1 -
parte
2 -
parte
3 [grazie di cuore ad Ale-ELS3]
I
giorni 4 - 5 - 6 novembre su radio rai 1 durante il programma HOBO,
in onda dalle 13:35 alle 14, sarà trasmessa un'intervista a Eddie
Vedder, realizzata dal conduttore Massimo Cotto a Seattle. Cliccate
QUI
per conoscere la frequenza di radio 1 nella vostra città. [Grazie
al conduttore in persona per avermi confermato la notizia].
Nel
numero di novembre dell'edizione tedesca del Rolling Stone c'è una
lunga intervista ad Eddie Vedder che contiene anche nuovissime foto
della band. Durante l'intervista Eddie conferma che Love Boat
Captain è dedicata ai morti di Roskilde e che i Pearl Jam
suoneranno questa canzone in ogni concerto per ricordare la
loro memoria. I pearl jam molto probabilmente non faranno nessuna
data in europa per il prossimo tour, ma hanno intenzione di
pubblicare un nuovo album nel prossimo anno [oltre l'ormai
annunciato album di rarità].
Sempre in Germania, il numero di novembre di Visions ha pubblicato
un altro interessante articolo nel quale, oltre ad un doppio poster,
ci sono alcuni dettagli curiosi riguardo la promozione di Riot Act.
E' descritto, in particolare, il pacco destinato ai giornalisti, che
conteneva: una bottiglia di vino, un pezzo di formaggio, una mela,
un pacco di biscotti, una birra, un paio di calzini del
merchandising dei pearl jam, l'ultima newsletter, l'ultimo singolo
di natale, una guida della città, una copia di un giornale locale
[the stranger], due batterie, un lettore cd sigillato con dentro
riot act, i testi delle canzoni e una lettera della band, in cui i
pearl jam stessi raccomandavano ai giornalisti di ascoltare l'album
in posti come: in hotel, in barca o su un molo, perchè sarebbe
stata un'esperienza unica, come sentirsi tutto il vento in faccia.
Synergy
ha pubblicato due foto promozionali scattate da Danny Clinch.
Cliccate
QUI
per vederle.
I
moderatori del board di Synergy hanno confermato che l'album di
rarità sarà un doppio cd.
28.10.02:
Il
sito
The
Sky I Scrape ha annunciato che i Pearl Jam suoneranno anche
il 5 e 6 dicembre durante due concerti di beneficenza, molto
probabilmente in piccoli locali di Seattle. Queste due date vanno ad
aggiungersi a quella già confermata dell'8 dicembre alla Key Arena
e a quella probabile del giorno dopo. Tra l'altro, proprio la Key
Arena ha appena confermato che le bands di supporto per il concerto
dell'8 dicembre saranno Mudhoney e Steve Earle!
-
Al
sito
http://kissrocks.com/music/rockreport.html
c'è una breve intervista a Mike McCready, in cui parla anche
dell'album di rarità:
CHUCK: “How
much material IS there to sift through for a single and/or double
album?”
MIKE: “Yea, well that’s a good question. We were looking at the
sheets of that about 3 months ago and there’s about 50 or 60 songs
and outtakes and things like that we have…that go all the way back
to the first record. There’s some that didn’t make it like a
song called “Brother” and there’s a lot of stuff, there’s
“Yellow Ledbetter” and there’s stuff I don’t even remember
what it sounds like. So we’re making CD’s of that stuff and
going through it from the “Vs.” era to “No Code” to every
record there’s stuff left over. So about 50 we need to pick from…I
imagine it will probably be a single CD…it just depends. There are
certain reasons why those songs weren’t released, maybe they
weren’t as good and there are some that are really good that are
jams that we haven’t heard in a while.”
CHUCK: “Tell me a little about that from your end as the guitar
player. How long did that take to form in your mind, the melody, the
riff?”
MIKE: “Eddie came in with the song and I came up with the melody
part for it on the chorus, the dah dah dah dah. We did it for about
a week in the studio…I really felt attached to that song while we
were recording it and I tried to double my guitar thing over his
vocals…not over it, but to emphasize his vocals, which is
something that I like to do and it seemed to work. It was an
interesting song when I first heard it, because it had a different
kind of beat to it. It came together after he showed it to us and we
played it 5 or 6 times. I’m excited about it lyrically, it has a
positive message to it, “All I have is my mind at the end of the
day, in between is mine….” And things like that, it made me feel
good the first time I heard him sing it.”
-
Cliccate
QUI
per leggere una bella intervista a Stone e Mike che sarà pubblicata
sul numero di dicembre del magazine Guitar World e
QUI
per leggere un articolo sui Pearl Jam e gli Who.
27.10.02:
Intervistato
da una radio di New York, Mike McCready ha affermato che il tour inizierà
l'8 febbraio 2003 e partirà dall'Australia, per poi proseguire in
Giappone e successivamente negli Stati Uniti. Ha inoltre aggiunto
che per questo tour suoneranno in posti nuovi. Non è stata
purtroppo menzionata l'Europa.
Ecco
la traduzione integrale del famoso articolo di Billboard, realizzata
da me, Alessandro e Rupen. Grazie di cuore, ragazzi! Se doveste
riscontrare incongruenze ed errori, prendetevela con me e non con
loro. Anche se il risultato non è dei migliori, vi assicuro che
abbiamo fatto del nostro meglio:
Dopo sette albums nella loro carriera, i pearl jam devono ora arrendersi al compiacimento musicale che di solito viene con l'avanzare dell'età. Riot Act, che sarà pubblicato dalla Epic il 12 novembre, è uno dei dischi più interessanti dal punto di vista compositivo mai realizzati dalla band. Il segreto? Ogni membro della band ha contribuito con canzoni al progetto, dagli stravaganti effetti di chitarra di You Are, scritta da Matt Cameron, alla semplicità acustica di Thumbing My Way, composta da Eddie Vedder, fino alle classiche canzoni che rappresentano la quintessenza del rock come
Cropduster, Save You e Get Right.
L'album, prodotto dalla band con Adam Kasper, include inoltre significativi contributi da parte del tastierista kenneth "Boom"
Gaspar, incontrato da Eddie in una piccola isola hawaiana l'anno scorso che da subito ha iniziato a collaborare con il gruppo.
"C'era un grande eccitamento riguardo l'arrivo di Boom" ammette il chitarrista Stone Gossard. "Proprio come le sperimentazioni con le chitarre e gli effetti vocali, abbiamo abbassato un po' la guardia e ci siamo detti: hey, possiamo fare alcune cose, anche se non sappiamo necessariamente suonarle di nuovo. Con Boom è andata così: avevamo un tipo cui non avevamo mai suonato prima, almeno avremmo potuto aprirci ad esperienze nuove. Tutto ciò è avvenuto in modo totalmente naturale in sintonia col nostro processo."
Quella che segue è la storia delle singole canzoni che compongono Riot Act e una manciata di altre canzoni, direttamente dalla bocca degli stessi membri della band.
Can't Keep: Suonata da Eddie Vedder con l'ukulele durante i suoi concerti solisti della scorsa primavera, la canzone, che si sarebbe perfettamente adattata allo stile di No Code, si trasforma nell'album con strati di chitarre corpose e un ritmo roboante
Eddie Vedder: E' il bello del lasciarsi andare e non cercare a tutti i costi di mantenere il controllo. Qualche volta scrivi una canzone e in un certo modo la senti nella tua testa. La versione con
l'ukelele di can't keep è molto più veloce, molto più punk di quella che poi è finita sull'album, questo è sicuro [ride]. E va bene così! Puoi veramente sentire ciò che sente la band e costruire il tutto insieme.
Stone Gossard: Penso che sia stata la prima delle canzoni che Eddie ha portato. Ho imparato a suonarla con la chitarra e sono arrivato in studio pensando di poter convincere i ragazzi a suonarla, perchè sapevo che questa canzone sarebbe diventata devastante se fosse stata suonata dalla band al completo.
Matt Cameron: Una volta imparate le nostre parti, abbiamo dovuto trasporle di qualche tono. Abbiamo dato alla canzone un approccio acustico ed elettrico, un po' come Poor Tom dei Led Zeppelin. Ciò ha portato la canzone su un differente piano e in definitiva Eddie è rimasto molto soddisfatto del modo in cui la band l'ha trasformata.
Jeff Ament: Ci sono tre diverse chitarre nella canzone, tanto che sembra di sentire un disco di Jimmy Page, solo che noi abbiamo tre chitarristi! E' così statico; sembra di sentire degli insetti.
Save You: la storia di una relazione di amore/odio reciprocamente dannosa, dà corpo a un canzone rock con tendenze punk.
Mike McCready: Ho suonato il riff e abbiamo iniziato a jammarci su. La canzone all'inizio terminava molto prima, ma durante l'esecuzione Matt ha perso le sue cuffie e ha continuato a suonare senza. Quella è la parte che preferisco della canzone, quei pazzi innesti di batteria. Mi piace anche l'assolo, ma gli innesti di batteria mi fanno impazzire per quanto suono buoni. Matt li ha fatti senza le cuffie, solo guardando il basso.
Matt Cameron: Guardavo le dita di Jeff sperando di riuscire a tenere il tempo. Durante un intermezzo tra me e Jeff, ho urtato un piatto, ho mosso la testa e le cuffie sono scivolate via. Un piccolo punto di interesse per l'ascoltatore!
Love Boat Captain: Una canzone dalla struttura inusuale in qualche modo simile al suono di Light Years. Vedder prende in prestito la frase beatlesiana "All you need is love" prima di immergersi in un ritornello intenso, reso più fitto dal prominente organo di Boom. Durante la seconda parte della canzone, Eddie rende omaggio i nove fans morti durante il concerto dei Pearl Jam al festival di Roskilde, in Danimarca.
Eddie Vedder: Ho iniziato a frequentare i posti in cui si può surfare già cinque o sei anni fa, come un modo per ricaricare tutto quello che perderei stando sempre intorno a molte persone; andavo dove non c'erano persone. Questo posto dove le strade sono... non ci sono semafori, è una piccola città. Qui ho incontrato questo tipo alla "Big Kahuna"; aveva un amico che faceva il musicista. C'era un altro ragazzo sull'isola che stava registrando della musica. E'morto, era un ragazzo giovane. Ha lasciato una moglie e un figlio. Non avrei mai pensato di andare a funerali o cose del genere, ma sono stato alla sua veglia. I musicisti hanno suonato per tutta la notte. Era veramente intenso e molto triste. Ho notato questo tipo che suonava l'organo Hammond, ci siamo incontrati altre volte e ci siamo promessi di suonare insieme qualche volta. Avevo con me un registratore che usavo ogni volta avevo voglia di registrare quello che scrivevo, così iniziammo a suonare. Quella notte scrivemmo quella che poi sarebbe diventata Love Boat Captain. Nel giro di un'ora avevamo questa cosa pronta; l'abbiamo messa sullo stereo e l'abbiamo ascoltata ad alta voce. Era una versione di 11 minuti.
Jeff Ament: Il demo era chiamato "Boom B3". Ne abbiamo suonato una versione e successivamente l'abbiamo ri-arrangiato.
Matt Cameron: Non c'era il testo quando l'abbiamo composta, così ne abbiamo fatto una versione strumentale che in un secondo momento avrebbe avuto il testo. All'inizio questo pezzo strumentale non aveva quasi alcun senso per me, ma l'aggiunta delle parole ha veramente elevato il livello della canzone.
Cropduster: Una delle canzoni che maggiormente si distingue nell'album, con una creativa progressione di chitarre e un inaspettato cambio di tono nel ritornello. Vedder conduce ad uno scroscio finale riflettendo sulla casualità della vita: ""Everyone is practicing, but this world's an accident."
Stone Gossard: Matt ha scritto la musica e Eddie ci ha composto su il testo, e penso che siano alcune delle più belle parole sul disco. E' davvero una bella canzone; credo sia anche più schietta e diretta di Evacuation in Binaural.
Ghost: Una oscura meditazione sui pericoli del compiacimento, sostenuta da un semplice riff, armonie vocali non usuali e un tagliente assolo di McCready.
Mike McCready: E' una canzone molto divertente da suonare!
Stone Gossard: Questi grandi ma allo stesso tempo semplici vuoti sono i miei preferiti da suonare. E permettono a me e a Mike McCready di muoverci sul palco!
Jeff Ament: Avevo solo questo riff e una melodia vocale in testa; mi veniva da pensare che fosse una canzone dei Guided By Voice o qualcosa del genere.
I am mine: Il primo singolo dell’album è anche indiscutibilmente la migliore canzone; ha una cadenza comune ad alcune pietre angolari dei Pearl Jam come Betterman e Elderly woman behind the counter of a small town. Le parole sono chiaramente ispirate agli eventi dell 11 settembre.
[‘ tutta l’iinocenza persa in una volta sola’] ed allo stato di incertezza permanente che ne è seguito.
Mike McCready: Mi ha toccato immediatamente. Le sue parole: ‘Quello che sta in mezzo è mio’ E’ il tipo di affermazione positiva di cosa fare con la propria vita. Nasco e muoio ma in mezzo posso fare quello che voglio ed esprimere qualsiasi opinione. Mi sembra molto positiva. Ha significato molto per me, ancora ogni volta che la sento.
Matt Cameron: questa canzone ha tutti gli elementi per cui la band è conosciuta: parole efficaci, un forte impatto e un buon senso della melodia. Non è stato difficile decidere che questo doveva essere il punto di partenza delle registrazioni.
Thumbing My Way: E' una ballata in gran parte acustica precedentemente suonata dal vivo da Vedder alla chitarra acustica; ha delle analogie tonali con l’album "Nebraska" di Bruce Springsten. La sfuggente richiesta di redenzione del narratore è manifestata da una melodia tinta di rimpianto, adornata da banjo e organo.
Stone Gossard: E' una vera performance live, con molto spazio all'atmosfera. Siamo noi che continuiamo con i cambiamenti di accordi. Ci sono piacevoli parti di batteria e basso. Il sentimento della canzone è stupefacente.
Jeff Ament: Eravamo fuori dalla stanza mentre suonavamo e imparavamo la canzone. Nel frattempo
[il produttore Adam Kasper] è andato e registrare il tutto di nascosto. Così all’improvviso quando eravamo pronti a suonarla era già bella che pronta. Questo per me è stato veramente critico soprattutto il modo in cui la registrazione deve suonare. Molte volte la cosa risulta essere fredda quando non conosci abbastanza la canzone e sei concentrato a suonarla. E’ tutto cerebrale.
You Are: Una delle canzoni più strane dei Pearl Jam. Caratterizzata da un riff di chitarra pieno di riverbero e da un ritmo funky. Nel break centrale troviamo Vedder ripetere il titolo della canzone in un falsetto registrato in multitraccia, mentre McCready emette psichedelici suoni tipo gabbiani durante il finale.
Stone Gossard: E’ un effetto di batteria, ma ci inserisci su la chitarra, così anziché suonare la batteria suona la chitarra ogni volta che colpisci qualcosa. Tre modelli diversi su tre parti diverse. Matt Cameron è stato grande ed è stato un momento di ispirazione.
Mike McCready: Traspirazione per me!. Sono stato trascinato da questa canzone. Mi ricorda qualcosa dei Cure e comunque qualcosa che questa band non ha mai veramente sperimentato prima. Ero veramente eccitato ed orgoglioso di suonare la canzone con tutti i miei amici. "Guardate, è un tipo di vibrazione completamente diversa.
Matt Cameron: L’ho registrata a casa. Avevo composto un paio di riff mettendoli insieme come faccio sempre. Avevo una nuova batteria elettronica che permette di comporre parti di batteria e poi di inserirci dentro qualsiasi strumento audio. E’ stato più di un esperimento usare i paramentri di quella macchina. Quel che ne è venuto fuori era fico ed ai ragazzi è piaciuto. Ho portato la macchina in studio, l’ho collegata al computer ed ho fatto un arrangiamento. Eddie ha poi rifinito una piccola parte delle parole che avevo scritto per la canzone.
Jeff Ament: Sai quale canzone mi ricorda, e non solo per il fatto che è scritta intorno ad un effetto? How Soon is now degli Smiths. E’ totalmente simile allo stesso genere.
Matt Cameron: Non ho ci ho riflettuto mentre la componevo, ma dopo averla realizzata ho detto, Wow questi sono gli Smiths di How soon is now. Hanno tenuto tutte le mie parti di chitarra ritmica. In studio ho aggiunto altre parti di chitarre. La chitarra e la batteria sono io.
Get Right: Una acrobatica linea di basso di Ament e doppie chitarre ronzanti guidano questa canzone di nuovo illuminata da un assolo spezzettato di McCready.
Matt Cameron: Ripetizione. E’ questa la chiave.
Jeff Ament: Non c’è dentro anche quel genere di tempo dispari? C’è una spinta in avanti.
Green Disease: Un veloce ed ammiccante riff che segue le linee di MFC sfocia nel ritornello pop. La melodia principale ha un buon effetto strumentale basato sul regolare basso di Ament.
Eddie Vedder: Non sto dicendo cosa ci sia di sbagliato nel capitalismo, è più una responsabilità collettiva. Non potete dirmi che non ci sono altri modi di rendere il capitalismo buono per tutti. E io sento che questo è quello che abbiamo fatto con il gruppo. Siamo una piccola impresa in un certo senso. Impieghiamo la gente. Quella gente è diventata colme una famiglia ed è trattata veramente bene. Non gli permettiamo di fare interviste
[ride]. Sto scherzando. Sono fiero del modo in cui noi abbiamo fatto la nostra parte.
Mike McCready: Amo questa canzone. Il ritornello è così orecchiabile.
Stone Gossard: E’ qualcosa di simile a MFC. La melodia vocale è grandiosa.
Jeff Ament: Pensavo tutto il tempo ai due primi lavori di Joe Jackson. Suonando con un plettro ma con una linea di basso dinamica. Eddie desiderava un suono molto specifico. Voleva che il basso e la batteria avessero un suono più sottile del solito.
Matt Cameron: Abbiamo provato a ripulire tutto su quella traccia. Abbiamo suonato insieme ma non funzionava.
Jeff Ament: Era enorme.
Matt Cameron: Non suonavamo tutti allo stesso tempo, così abbiamo separato batteria, basso ed Eddie poi ci abbiamo aggiunto le parti sopra. Abbiamo cercato di tenerla veramente stretta.
Jeff Ament: Abbiamo tagliato molto la parte finale della canzone. Si può sentire l’attacco di ogni strumento.
Helphelp: Vicina come sound bizzarro a You Are comprende un non-melodico e agitato riff e parecchie parti musicali apparentemente indipendenti tra loro. Vedder gemita "Help me" con voci sdoppiate mentre la chitarra di McCready si lamenta con autorità.
Stone Gossard: Jeff aveva un demo completo di quello che noi poi abbiamo ricreato tranne la parte finale drammaticamente lunga e del cantato stesso. Jeff ha scritto le parole e la melodia. Nel demo lui cantava in un falsetto alto. Ed stava sperimentando con il falsetto ma poi ci hanno messo il vocoder dentro. Tutte quelle cose che suonano come tastiere sono in realtà parti cantate e suonate nel vocoder. Mi è piaciuto come Eddie si permettesse di sperimentare con alcuni suoni vocali veramente bizzarri.
Mike McCready: E’ dark. Jeff Ament getterà le tenebre su di voi, musicalmente o liricamente. Non ho mai pensato Jeff fosse in questo modo, perchè è totalmente diverso quando parli con lui.
Jeff Ament: Nel demo i versi sono stati cantati in vero falsetto. Ho voluto che ci fosse una dicotomia tra i suoni della strofa e quelli del ritornello. Eddie prende il vocoder e lo alza di tono. Così per me è più facile. Se io porto una canzone e la band la rende più bizzara è un godimento per me. Ma se invece la band cerca di raddrizzarla allora le cose si complicano. La parte di chitarra del ritornello all'inizio aveva una parte prominente ma adesso no.
Bu$hleaguer: Un attacco duro, lievemente umoristico al presidente Bush, con Vedder che opta per una parte parlata per esprimere le sue opinioni nei versi
["A confidence man, but why so beleaguered? / He's not a leader, he's a Texas leaguer"]. Eddie pronuncia parola "change" ripetutamente in un finale che suona quasi come minaccioso.
Stone Gossard: Ho scritto io la canzone. E' stata composta nel periodo in cui stavamo mettendo insieme le nuove canzoni per l'edizione del 2001 del Bridge School Benefit. E' stato un ennesimo esperimento che ha funzionato veramente bene; è satirico. Alle persone piacerà moltissimo. Matt suona un effetto di batteria che non usiamo molto nelle nostre canzoni. Il finale della canzone, così oscuro è una cosa molto diversa.
1/2 full: Un blues onesto e allo stesso tempo delirante che sembra ispirato ai Led Zeppelin e ai Rolling Stones; all'interno c'è spazio per alcuni estesi passaggi strumentali.
Stone Gossard: E' una canzone scritta da Jeff Ament. E' arrivato con Ghost e 1/2 Full, aveva le parti base; me le ha mostrate e successivamente tutti hanno iniziato a suonarle due o tre volte ed erano pronte. Eddie ha iniziato a cantarle con noi e ha elaborato i testi definitivi nel corso della settimana successiva. Abbiamo letteralmente provato queste due canzoni solo 2 o 3 volte prima di registrarle. C'è parecchia ruvidità e la si può sentire soprattutto nella batteria.
Jeff Ament: Era una sorta di progetto dell'ultimo minuto. Siamo usciti e abbiamo iniziato a suonarla. La parte di Matt era pronta in meno di un'ora. Ed in pochi giorni aveva il testo pronto. Da un giorno all'altro la canzone era bella che completa.
Arc: novanta secondi di un canto senza parole di Eddie, circondato da cori enormi di voci in diverse tonalità.
Stone Gossard: E' tutta cantata da Eddie, 10 tracce registrate in tonalità bassa, media e alta. E' veramente fantastica.
Matt Cameron: Mi viene da dire "Quella canzone è troppo corta". Avrei voluto sentirne 30 minuti o più
All or None: Un bellissimo canto in prevalenza acustico che mette in risalto l'amore della band per le canzoni di chiusura introspettive e catartiche. Il triste e doloroso assolo di McCready avvolge tutta la canzone.
Stone Gossard: L'ho scritta io. Molti dei nostri album hanno canzoni di chiusura più lente e riflessive.
Jeff Ament: Una canzone abbastanza dark. Eddie pensa che sia l'Indifference di Riot Act e penso abbia ragione.
Down: Una b-side che non fa parte dell'album con un allegra e geniale parte di chitarra che ricorda i Wilco e gli Husker
Dü. La canzone è inclusa sul singolo di I am mine.
Mike McCready: E' una canzone che ho scritto in studio; ho iniziato a comporre questo riff e Matt pensava che fosse "cool".E' una canzone carina e orecchiabile, molto vicina al genere dei Social Distortion. Ho desiderato che la canzone fosse presente sul disco, ma non si adattava musicalmente alle altre canzoni. Non so perchè, sono veramente orgoglioso di questa canzone, ma non funzionava col resto del disco. Fortunatamente, tutti avranno ugualmente modo di ascoltarla.
Stone Gossard: Penso che sia la classica canzone che potrebbe essere trasmessa dalle radio.
Mike McCready: Beh, è già successo in precedenza con canzoni come Yellow Ledbetter.
Matt Cameron: Per me suonava proprio come una canzone degli Husker
Dü o ad una canzone di Bob Mould. Mi piace davvero molto, e speravo finisse sull'album.
Jeff Ament: è un tipo di canzone molto diverso. Ho avuto delle difficoltà, perchè non riuscivo ad renderla omogenea al disco. E'
curioso che diciate che somiglia agli Husker Dü, a me ricorda invece i Replacements o i Social Distortion.
Vedder ha inoltre scritto una canzone, ancora senza titolo, in memoria del cantante degli Alice In Chains, Layne Staley; purtroppo, a detta della band, la canzone per il momento non vedrà la luce.
Stone Gossard: E' una canzone molto personale che Eddie ha scritto la notte che abbiamo scoperto che Layne era morto. Ha mollato tutto quello che stava precedentemente facendo e si è dedicato completamente alla stesura della canzone.
Mike McCready: Eddie l'ha scritta con l'accordatura per l'ukulele, aveva un suono molto strano e triste.
Stone Gossard: Il disco contiene un approccio vicino a quanto accaduto, molto più di altri dischi precedenti. Molte delle canzoni riguardano cose molto grandi. L'energia era molto
positiva e c'era qualcosa riguardo questa canzone che non la rendeva adatta all'atmosfera del disco. Forse, in futuro sarà più appropriata.
26.10.02:
-
Secondo
quanto affermato dal DJ Tami Heidi alla radio di Los Angeles KROQ,
la prima serata [14/11] al Letterman's show includerà una
performance musicale, mentre la seconda serata [15/11] sarà
dedicata ad un'intervista con la band al completo.
-
Al
sito
http://www.mtv.de/pearljam/index.php
ci sono 3 foto nuove scattate ai Pearl Jam; completano la serie
delle foto apparse ieri sul sito di
Ross
Halfin
-
Un
bellissimo
articolo apparso oggi su Billboard con la descrizione e molte info sulle
singole canzoni che compongono Riot Act
-
Synergy
ha smentito le voci secondo le quali Audioslave e QOTSA avrebbero
potuto suonare con i Pearl Jam al concerto dell'8 dicembre; è
probabile invece che i Mudhoney potrebbero far parte del cast.
23.10.02:
-
La
radio 107.7 The End ha confermato che i Pearl Jam suoneranno a
Seattle domenica 8 dicembre durante uno show di beneficenza [una
sorta di Groundwork per intenderci]. Non si conoscono ancora gli
altri gruppi che faranno parte del cast; si vocifera che Audioslave
e QOTSA potrebbero partecipare all'evento. I biglietti, come
precedentemente annunciato, saranno in vendita a partire da sabato 2
novembre; il prezzo si aggira intorno ai 40 dollari [$36 + diritti
di prevendita].
22.10.02:
-
Il
sito
ufficiale
dei Pearl Jam ha comunicato che l'ultimo giorno utile all'iscrizione
al Ten Club per ricevere il consueto singolo di natale, sarà il
prossimo 15 novembre. E' stato inoltre confermato che a breve saranno annunciate le date
del tour mondiale che partirà presumibilmente dalle Hawaii all'inizio del
2003.
-
E'
confermato: i Pearl Jam suoneranno l'8 e il 9 dicembre alla Key
Arena a Seattle; i biglietti saranno in vendita a partire dal 2
novembre [credits go to Pjohn].
-
Sul
famoso sito d'aste Ebay sta circolando il promo di Bu$hleaguer;
cliccate
QUI
per vedere la copertina. Secondo molti, sarà proprio questo il
prossimo singolo tratto da Riot Act.
-
Un
bell' articolo tratto da
Rockol
sul video di I am mine, trasmesso ieri su MTV durante la
trasmissione "Select":
Era dal
1992, dopo la realizzazione del clip di "Jeremy", che i
Pearl Jam non apparivano in video.
Da allora, nonostante la pubblicazione di sei album e svariati
singoli di successo, la band non si era più fatta vedere sullo
schermo, se non in emozionanti testimonianze della loro
inarrestabile attività live. Per dieci anni la loro musica non è
quindi mai arrivata al grande pubblico tramite il videoclip, fatta
eccezione nel 1998 per un cartone animato realizzato da Todd
McFarlane sulle note di "Do The Evolution".
Ora, alla vigilia della pubblicazione del nuovo album "Riot
Act" [11 novembre], i Pearl Jam decidono di infrangere questa
regola e si fanno ritrarre in un video semplice, elegante ed
essenziale per la canzone "I am mine". La coerenza affida
ovviamente alla musica il ruolo protagonista di questo clip: niente
recitazione, nessun effetto speciale?nient'altro che la
documentazione di una trascinante ed autentica esibizione in studio
di Eddie Vedder & Co, suonata rigorosamente live senza nessun
taglio o modifica.
-
Secondo
quanto riportato dalla radio di Seattle "107.7 The End",
domani alle 18 [ora italiana] verranno annunciate grosse novità
riguardo i prossimi concerti tenuti dai Pearl Jam. Ecco un
estratto:
Here's what we know: Pearl Jam is playin' live in Seattle! Here's what we can tell you: Nuthin'!!...until next Wednesday
[10/23] at Noon. Tune in to 1077 The End Wednesday at Noon for all the details on the upcoming End show
[or is it shows? hmmm...] with Pearl Jam.
-
Gira
voce [ovviamente non confermata] che le prime 100.000 copie di Riot
Act sarebbero accompagnate da un DVD contenente il video di I am
mine e altre canzoni suonate durante la stessa session.
-
Ecco
la trascrizione della breve intervista di qualche giorno fa di
Channel V ai Pearl Jam [thanx Easily Amused]:
Channel V:
Perhaps one of the most popular rock bands of the nineties and one
of the few bands from the Seattle scene to have endured, Pearl Jam
are back with a brand new record. A little older, a little mellower, but still going strong, we caught
up with the band and discovered that even for these guys there've
been times when they've been ready to kill each other.
Jeff: We probably did in the early days when there were
definately, like, near blows and throwing things at each other and
those sorts of things. But that...those things happen in the middle
of making one's tour or whatever, you know, where you haven't been
home and you haven't seen your family and you haven't seen your
friends at home and you haven't slept in the same bed for more than three nights. And that's just, that's what happens, you know,
like, you, you can't communicate that frustration that you feel
and...The great thing now is we go out for three, four or five weeks,
come home for three or four weeks, just get grounded, kind of
reconnect with everything that is our home and then we can kind of
go out and do it again.
Channel V: In fact they've done it for over ten years and
seven studio albums together. A real achievement for a band that
have never quite fit in.
Matt: Well, we don't have choreography, we don't have any
bubblegum songs, so we just don't fit. Where would you put us?
Channel V: On their latest record the guys found that
planning out songs wasn't exactly the best recipe.
Stone: The best stuff that we do is always the collaborations
on ideas that are kind of raw that aren't formulated all the way and
in one situation Pearl Jam is kind of more about letting go and
trying to get something done and more about just trying to be there
in the moment with the band when we're working on something.
Channel V: And after so long out of the studio, coming
together once again to record the up coming Riot Act album proved to
be easier than anyone expected.
Stone: It's like coming home, for sure. It's like when you
get back and you can go and do all the sites if you want when you
climb back in the studio with the band it's kind of like this is
definately a shoe that feels, like, very natural and I can
participate in without having to do alot of thinking, you know, and
I think with other bands it's whole new sets of issues to navigate
in terms of song writing and how you collarborate and what everyone's asthetic
is in terms of how to write songs and what's rocking and what's not
rocking and you know, so...This band is really...it's continuing to
grow and continuing to be a very comfortable place for all of us.
11.10.02:
-
L'emittente
televisiva musicale australiana
RAGE
avrebbe inserito il famoso video di I am mine nel palinsesto di
oggi. La programmazione è prevista per mezzanotte ora locale.
-
I
pearl jam suoneranno al David Letterman's show il 14 e 15 novembre
come previsto; entrambe le performances saranno però registrate il
14 novembre.
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Brad
e Pearl Jam coordineranno i prossimi tour in modo da alternare
l'attività dell'uno al riposo dell'altro, in modo da permettere a
Stone Gossard di partecipare attivamente ai concerti di entrambe le
bands. Dopo il tour americano che stanno tenendo in questo periodo,
i Brad sbarcheranno in Australia per alcuni concerti; Stone Gossard
sarà raggiunto poi i Pearl Jam all'inizio del prossimo anno per il
tour australiano. Durante l'estate, infine, i Brad gireranno
l'Europa per un mini tour ed è prevista la loro partecipazione ad
alcuni festival europei.
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Rockol
ha pubblicato un'interessante
recensione
su Riot Act.
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Synergy
ha pubblicato le date di uscita del singolo di I am mine e del cd
Riot Act nel mondo:
21 Ottobre: Australia e Nuova Zelanda
Vinile 7"
1. I Am Mine
2. Down [b-side inedita]
CD Maxi
1. I Am Mine
2. Down [b-side inedita]
3. Bushleaguer
4. Undone [b-side inedita]
28 Ottobre: Europa, Asia e Sud America:
CD
1. I Am Mine
2. Down [b-side inedita]
Vinile 7" [edizione a tiratura limitata in vinile verde]
1. I Am Mine
2. Down [b-side inedita]
CD Maxi
1. I Am Mine
2. Down [b-side inedita]
3. Bushleaguer
4. Undone [b-side inedita]
CD inglese
1. I Am Mine
2. Bushleaguer
3. Undone [b-side inedita]
I am mine sarà
inoltre pubblicato il 14 ottobre in Canada e il 5 novembre in
Argentina.
Riot Act invece sarà pubblicato l'11 novembre in Europa e il 12
novembre negli Stati Uniti
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Cliccate
QUI per vedere la
foto del promo americano di I am mine.
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L'uscita
dell'album tributo ai Ramones - We're A Happy Family - a cui
partecipa Eddie Vedder con gli Zeke, sarebbe stata nuovamente rimandata;
sarà pubblicato infatti non più il 12 novembre, ma il 5 marzo 2003.
01.10.02:
Mentre
i fans aspettano trepidanti l'uscita del singolo di I am mine, ci
sono alcuni fortunati che invece l'hanno ricevuto in anteprima dalla
sony music; ecco alcune informazioni su Down, b-side inedita del
singolo:
Down ricorda in un certo senso driftin, ma è più
"tirata" e con una batteria molto corposa, completamente
diversa da ogni altra canzone di Riot Act. Il testo è stato scritto
da Eddie e la musica da Mike e Stone; la canzone, che dura 3:17, è
stata registrata nell'aprile 2002 da Adam Kasper e mixata da Brendan
O' Brien. Coloro che l'hanno già ascoltata, hanno comunque espresso
pareri positivi. Questo è il testo:
Down.. fell by the wayside
No getting out
Down.. cry me a river
Dried up and damned
The names.. can be changed
But the place.. is still the same
I am loaded, told that alls for naught
Holds me down
Rise.. the world is in motion
I'm stuck in line
Rise.. you cant be neutral
On a moving train
One day.. the symptoms fade
Think ill throw.. these pills away
And if hope could grow dirt like me
It can be done
Won't let the light escape from me
Won't let the darkness swallow me
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